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La Storia di Capena - I primi del 1900.

 

 

Panorama di Leprignano post 1908 - ante 1933 (foto F. Tamanti)

Tra i fatti più rilevanti della storia civile di Leprignano in epoca postunitaria, vanno ricordati il cambiamento del nome in Capena autorizzato con regio decreto del 5 giugno 1933 n.708, e la modifica della circoscrizione territoriale comunale disposta con regio decreto legge del 7 marzo 1935, n.264, in seguito al quale parte della ex tenuta di Vaccareccia passò a Castelnuovo di Porto e quella parte della tenuta di Scorano, che faceva parte dell'Agro Romano passò a Capena.
Fonte Nuova e via Capena ai primi del '900 (B.N., Raccolta cartoline) Il patrimonio storico ed artistico subisce, durante la prima metà del XX secolo, un depauperamento progressivo. In particolare il borgo medievale, minacciato da una serie di fenomeni di dissesto veri o presunti e dalla fatiscenza del tessuto edilizio, è colpito da un degrado veramente devastante. La due foto panoramiche (post 1908 e post 1933) , purtroppo non datate, documentano con una veduta d'insieme, l'estensione del nucleo storico agli inizi del Novecento, restituendo l'immagine un po' sbiadita di un abitato Torre dell'Orologio, facciata su Piazza del Popolo, ante 1933 (B.N., Raccolta cartoline)unitario e compatto che conserva ancora caratteristiche tipicamente medievali. Manca, comunque una documentazione iconografica di dettaglio sui singoli edifici del borgo medievale, ad eccezione di quella sulla porta urbana con i fabbricati retrostanti, poi demoliti e sulla casa con sottopasso su piazza del Popolo, ugualmente abbattuta.

Le fotografie aeree degli anni Cinquanta e Sessanta (in basso), mostrano, inoltre, come le demolizioni del nucleo medievale siano state eseguite in varie fasi. Dal confronto tra le due foto citate, si nota che nella prima, risalente all'incirca agli anni Cinquanta, è ancora visibile una parte della contrada "la Cesata", che invece risulta ormai del tutto demolita nella seconda, scattata intorno agli anni Sessanta. Nel secondo dopoguerra si comincia a costruire fuori del centro storico, lungo le strade di penetrazione all'abitato. Tali interventi, forse motivati da interessi immobiliari speculativi, si inseriscono nel clima culturale ed economico della ricostruzione post-bellica. Oggi lo scempio del centro storico di Capena non sarebbe più consentito. La relativa vicinanza con Roma e la crescita demografica del Comune favoriscono, in seguito uno sviluppo edilizio disordinato e diffuso nel territorio, anche di tipo abusivo. In base al censimento ISTAT del 1991, le abitazioni occupate edificate a Capena prima del 1919, cioè di "epoca storica", rappresentano solo il 10,90% del totale, valore di poco superiore alla media provinciale (7.07%). La più consistente attività edilizia si verifica Panorama di Capena post 1933 - ante anni '50 (foto F. Tamanti)nel Comune tra il 1961 ed il 1981, particolarmente del secondo decennio. In questo periodo viene, infatti, fabbricato il 60,76% delle abitazioni occupate. Nel resto della provincia di Roma, invece, la maggior parte delle abitazioni e costruita tra il 1946 ed il 1971 (55,67%) e soprattutto nel decennio 1961-1971. Le opere del secondo dopoguerra alterano, Fotografia aerea di Capena negli anni '50 (I.C.C.D. - A., neg. 1/867, Fotocielo, prospettica, ca. 1955, autorizzazione alla divulgazione n.380 del 29.10.1965)dunque, l'impianto urbanistico e le caratteristiche architettoniche e tipologiche del tessuto edilizio più antico. Il nucleo medievale, rimasto a lungo in condizioni di quasi totale abbandono, è ora interessato da una moderata ripresa dell'attività edilizia privata, consistente in opere parziali e frammentarie di manutenzione e restauro, comunque attuate al di fuori di un piano unitario di recupero complessivo del centro storico.

Le vicende del borgo di Leprignano sono analoghe a quelle di altri casi, forse successivi di qualche decennio, ma certamente più noti ed eclatanti, attorno ai quali si sviluppò un acceso dibattito culturale che, sollecitando l'attenzione dell'opinione pubblica, favorì, nel bene o nel male, il recupero del centro urbano o, quantomeno, ne rallentò il degrado.Tutto ciò non sembra mai essere avvenuto per Capena, paese così ricco di storia e tradizioni e, in definitiva, di beni culturali, dove il patrimonio artistico si impoverì "in silenzio", senza suscitare cori di protesta ed anzi nel più generale disinteresse.Fotografia aerea di Capena negli anni '60 (I.C.C.D. - A., neg. 106216, Lisandrelli, prospettica, ca. 1967, autorizzazione alla divulgazione n.512 del 15.11.1994)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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