La Macchina del tempo.

Le Origini - IX sec. a.C.

Il Medioevo.

Il Rinascimento.

L'Ottocento.

Primi del '900.

Capena oggi.

La Storia di Capena - L'ottocento.

Al tempo della prima Repubblica Romana (1798-1799) Leprignano fece parte del cantone di Morlupo, a sua volta rientrante nel dipartimento del Cimino. Tra il 1809 ed il 1814 Leprignano fece parte dell'impero Francese; amministrativamente fu ricompresa nel cantone di Morlupo, rientrante nel circondario o arrondissement di Roma, a sua volta facente parte del dipartimento di Roma, detto anche del Tevere. Nel quandro della politica di Il centro urbano di Capena nel 1819 (A.S.R., Catasto Gregoriano 1819)eversione della feudalità persuguita nello stato della Chiesa dopo la parentesi napoleonica, si colloca la rinuncia che nel 1818 l'abate di San Paolo fece alla giurisdizione temporale sui tre feudi che componevano lo Stato di San Paolo.
Leprignano, nell'ambito della suddivisione amministrativa dello Stato Pontificio, introdotta dal motuproprio di riforma del 6 Luglio 1816, venne a rientrare nel governo di Nazzano, cui erano soggette anche Civitella San Paolo, Fiano, Filacciano, Morlupo, Ponzano, Riano, Rignano, Sacrofano, S. Oreste e Torritta; il governo di Nazzano faceva parte del distretto di Roma, a sua volta componente, con i distretti di Tivoli e Subiaco, la cosidetta Comarca (o distretto di Roma in senso lato), grosso modo equivalente all'attuale provincia di Roma. Con motuproprio del 25 settembre 1827, si creò la Presidenza della Comarca, istituzione intermedia tra i governi della Comarca e la Segreteria di Stato. Nel 1828 Castelnuovo di Porto divenne capoluogo di governo al posto di Nazzano; inoltre, in seguito all'ulteriore riforma amministrativa disposta con motuproprio datato 21 dicembre 1827, Leprignano divenne sede di podesteria, così come, nell'ambito della medesima circoscrizione di governo, lo divennero Filacciano, Morlupo, Nazzano, Ponzano, Rignano, Sacrofano e Sant'Oreste. I livelli dell'articolazione territoriale sovracomunale erano dunque quattro: podesterie, governi, distretti e delegazioni (la Comarca equivale ad una delegazione).
Alcuni Leprignanesi presero parte tra le file dei garbaldini alla battaglia di Mentana, combattuta il 3 novembre 1867. Dopo la presa di Roma il 20 settembre 1870 ed il successivo plebiscito del 2 ottobre, si stabilì, con regio decreto 9 ottobre 1870 n.5903, che Roma e le province Romane fanno parte integrante del Regno d'Italia. Con l'applicazione della legislazione eversiva dell'asse ecclesiastico, i beni posseduti dal Monastero di San Paolo in Leprignano furono incamerati dalla Giunta Liquidatrice dell'asse ecclesiastico in Roma e nel 1877 messe all'asta: la tenuta di Santa Marta, di piena proprietà del Monastero, e il diritto di percepire i canoni dipendenti dai diretti dominii (diritti di nuda proprietà) furono acquistati da Giannuzzi e dal Papa, mentre i terreni macchiosi di Vaccareccia, anch'essi di piena proprietà del Monastero, furono acquistati dai possidenti castelnovesi Francesco ed Ubaldina Pagnani. I beni acquistati da Giannuzzi e dal Papa furono alienati nel 1893 al possidente ravennate Adamo Argelli, cui succedette nel 1904 la figlia Amelia Ada.

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